IL BORKOU, il deserto piu bello
durata viaggio 19 giorni
1° giorno
Italia-N’Djamena
Voli di linea per raggiungere la capitale del Tchad. All’arrivo trasferimento in albergo e cena libera.
dal 2° al 4° giorno
N’Djamena-Salal-Kouba-erg Djourab-Faya Largeau
Un Sahel straordinariamente vivo accompagna il viaggiatore dalle immense savane alle steppe del Bahr el Gazal, “il fiume delle gazzelle”, un tempo alimentato dalle acque del lago Tchad ed ora completamente asciutto. Villaggi in banco, campi di sorgo e miglio, mandrie di zebù e cammelli all’abbeverata ai pozzi caratterizzano un territorio sempre più arido. Qua e là cominciano ad apparire tende di gente nomade o semi-nomade e ben presto gli orizzonti diventano infiniti prima di raggiungere l'insediamento di Kouba, poche case disseminate tra piccole dune spesso spazzate dal vento, che con il suo punto d’acqua costituisce una tappa importante per le carovane di dromedari che si muovono nella regione. Qui comincia il deserto e qui si pone il secondo campo, nei paraggi del villaggio. Ogni sosta ad un pozzo può essere l’occasione per comprendere il duro lavoro che i pastori devono compiere per abbeverare i propri armenti. A mano o con l’aiuto di un animale il contenitore di pelle, che raccoglie una ventina di litri d’acqua, viene con una corda tirato in superficie da una profondità di 30/50 metri. L’operazione viene ripetuta più e più volte, finché tutti gli animali non hanno bevuto a sazietà. Una fatica improba per gli uomini e per i viaggiatori uno spettacolo impressionante, specialmente se gli animali sono numerosi…Bella la traversata dell'Erg di Djourab, antica reliquia del lago Tchad ora cosparsa di diatomiti e dune a barkhana. Poi ecco apparire l'oasi animata di Faya-Largeau, bordata di bianche scogliere e dune aranciate. Contrasto vivissimo e scorci impareggiabili. Campi.
5° e 6° giorno
Faya-Ain Galaka-Toumour
Dopo una breve visita dell'oasi e i dovuti rifornimenti partenza verso nord ovest, seguendo quelli che furono i bordi dell'immenso paleo-lago Tchad. Ecco lunghi palmeti e belle barkhane di sabbia rossastra che conducono verso il pozzo di Ain Galaka, importante punto d'acqua ai piedi di abbacinanti diatomiti e dune. Prossima tappa il celebre Rond Point De Gaulle che segnerà un brusco cambio di direzione per la nostra spedizione: a nord, verso le prime propaggini del Borkou, insieme spettacolare di inselbergs, pinnacoli e torrioni rocciosi erosi ed impreziositi da numerose stazioni di pitture preistoriche. Campi.
dal 7° al 15° giorno
il Borkou
Questa sorprendente meraviglia del Sahara tchadiano è situata tra le lave del Tibesti e le arenarie dell'Ennedi. E' il mitico Borkou, un territorio favoloso di rocce sbriciolate in forme suggestive annegate nelle sabbie. Giornate dedicate alla scoperta di panorami insoliti, tra i più belli del deserto in assoluto...vagabondando tra dune e bastioni di castelli fatati, tra dita di roccia protese verso il cielo e lame conficcate nella sabbia, tra fungaie, archi e suggestive cattedrali dalle enormi finestre aperte sull'infinito. E a dominare su tutto, sullo sfondo, l'imponente massa dell'Emi Koussi, vulcano a scudo che rappresenta il tetto del Sahara (3415 metri di altezza). Un'altra bella sorpresa che riserva il Borkou è la piccola regione di Kouroudi, ricca di siti rupestri e villaggi abbandonati nella notte dei tempi, forse in epoca preistorica. Interessantissimo! Qui la sabbia è bicolore, melone e bianca, risultata dall'erosione di arenarie ricche di ossido di ferro ed arenarie pure, cristalline. L'effetto è...di grande effetto! Le sparute comunità superstiti, annegate nel niente, vivono tra palme e rocce scolpite, in capannucce mimetizzate tra le barkhane. Ma è un susseguirsi continuo di scoperte piacevolissime, tra fondi di paleo-laghi dalle curiose intrusioni viola e laghetti sconosciuti, visitati solo da cavalieri d'Italia ed alzavole, circondati da Monument Valley più spettacolari ed infinitamente più estese dell'originale americano. Memorabili le passeggiate tra le quinte di scenari da magia. I campi saranno posti, in luoghi e postazioni particolarmente suggestivi...difficile fare altrimenti!
dal 16° al 18° giorno
Oum Chalouba-N’Djamena
Comincia la via del ritorno verso la capitale. Campi. Ma alcune pennellate rimarranno per sempre nella memoria, impareggiabili. Il Grande Deserto ormai è alle spalle e si ritrovano le steppe e le savane tipiche del sahel con i villaggi colorati caratteristici dell’Africa Nera. Ecco Oum Chalouba e poi Abéché, Mongo, Bakoro ed infine Ndjamena, nel gigantesco bacino dell'attuale lago Tchad. Doccia, cena libera e trasferimento in aeroporto in tempo per l’imbarco sul volo per l’Europa.
19° giorno
Italia
Arrivo a destinazione.